Il Prof. Bruno Innocenti ai piedi del “bozzettone” alto 5 metri

STUDI E BOZZETTI

Diversi progetti, bozzetti e molteplici studi furono necessari per realizzare tale colosso, che richiese circa otto anni di lavoro, durante i quali, oltre allo scultore, operarono vari professionisti: geologi, architetti, ingegneri e diverse maestranze.

A Firenze, nel mio studio all’Istituto d’Arte, ho eseguito una serie di bozzetti, dalle dimensioni approssimativamente di m. 1,20, fra i quali ne sono emersi particolarmente due e quindi definitivamente il prescelto.
Successivamente, sempre nel mio studio di Firenze, ho ingrandito fino a 5 metri il bozzetto prescelto, lavorando direttamente in gesso, sviluppando tutti i temi proposti nel bozzetto piccolo, e creando così un “bozzettone” esattamente 1/4 di quello che si sarebbe definitivamente eretto sulla montagna. A sua volta ho sezionato in 12 pezzi il suddetto “bozzettone” per passare poi all’ingrandimento di ciascun pezzo.

Ho modellato in creta i dodici frammenti, pezzo per pezzo, in grande (cioè nel rapporto di uno a quattro), in modo da formare totalmente l’altezza complessiva di m. 21 dalla testa ai piedi. Da ciascuno di questi frammenti sono state ricavate le forme in gesso, a loro volta sezionate in un numero indefinito di pezzi, a seconda delle necessità, in particolare per renderne più maneggevole il trasporto.

Il totale di questi frammenti di forma in gesso (armati in legno e canna di bambù, evitando in questo caso il ferro per non renderli eccessivamente pesanti e complicare i problemi del trasporto) ammontava a diverse centinaia; le loro dimensioni erano svariate e costituivano un insieme di notevole fragilità. Il tutto è stato trasportato a mezzo di grossi autocarri con rimorchio fino alla cima di San Biagio di Maratea, alta 630 metri sul mare sottostante (sarebbe stata una lunga, interminabile fila, se avessero viaggiato tutti in una volta).

Bruno Innocenti