Prof. Bruno Innocenti

BRUNO INNOCENTI

Bruno Innocenti nacque a Firenze il 7 febbraio 1906.
Allievo di Libero Andreotti, ne divenne più tardi assistente, e, alla sua morte, gli successe come cattedratico di scultura all’Istituto d’Arte di Firenze, dove continuò a insegnare fino al 1975.
A partire al 1925 cominciò a partecipare a rassegne in Italia (Firenze, Torino, Milano, le Quadriennali di Roma e le Biennali di Venezia) e all’estero (Parigi, Nizza, Atene, Monaco, Vienna, Varsavia, Bucarest, Budapest, Sofia, Sydney, Düsseldorf, New York, Sudafrica). Tra il 1925 e il 1949, tenne anche numerose personali in varie città italiane; la Biennale di Venezia del 1938 gli dedicò una sala.
Nel 1946 soggiornò a New York per circa un anno, e vi tenne una personale alla Architectural League; alcuni anni più tardi espose ancora a New York, nel Metropolitan Museum.
A partire dagli anni Cinquanta sospese l’attività espositiva e si dedicò completamente alla propria produzione artistica e all’insegnamento. Lavorò anche ad alcune opere di carattere monumentale: al Palazzo di Giustizia di Milano; alla sede della “Centrale” di Milano; la serie di crocefissi per il Palazzo di Giustizia di Pisa; la campana “Assunta” per il Campanile di Giotto a Firenze; varie opere di carattere funerario in Italia e negli Stati Uniti; e la grande statua del Cristo Redentore a Maratea.
Nel 1971 tornò a esporre alla Galleria La Gradiva di Firenze e in alcune rassegne in Francia, e partecipò alla mostra del Bronzetto di Padova. Nel 1985 l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, di cui era accademico residente, organizzò una mostra di suoi disegni e sculture. Dopo la sua scomparsa, avvenuta a Firenze nel 1986, sue opere hanno partecipato alla mostra “Tridente Tre” alla Galleria dell’Oca.

Il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, al quale aveva donato circa 900 suoi disegni degli anni venti, ha organizzato nel 1991 una mostra di suoi disegni e sculture.
Un grande fregio, Apollo e le Muse, da lui eseguito nel 1933 per il Teatro Comunale di Firenze, è stato recentemente restaurato e ricollocato, ed è visibile nel foyer del Teatro.
Negli ultimi anni le sue opere sono state esposte in diverse mostre a Milano, Faenza, Montopoli, San Miniato, Bologna, Mesola e Firenze, e in mostre personali a Firenze, Parigi e ancora San Miniato.